Dopo aver provato unity sono riuscito a provare Gnome 3, il paragone è imbarazzante, ve lo consiglio davvero.
Ottimo window manager, migliore rispetto a tutti e il divario verso Os X si accorcia, Windows invece superato, e di molto!
Spesso lavorando con application server come Tomcat, Jetty o Websphere ci si può imbattere in problematiche comuni dove non sono solamente le risorse del sistema operativo da verificare e configurare correttamente.
Questi application server infatti vengono eseguiti su una virtual machine che deve essere opportunamente monitorata e configurata. E’ come dovessimo avere un doppio sistema di controllo sia per la memoria del sistema operativo che di quella della virutal machine di Java (JVM).
Solitamente molte installazioni di default utilizzano i parametri standard di JVM e capita spesso di avere errori del tipo java.lang.OutOfMemoryError: PermGen space o java.lang.OutOfMemoryError: Java heap space.
In questi caso è obbligatorio aumentare la capacità di memoria gestita da JVM, infatti la virutal machine non utilizza più memoria di quella configurata.
Un sistema di monitoraggio interessante incluso nel JDK di Java è Jconsole, attraverso una comoda GUI è possibile connettersi alla JVM o a qualsiasi applicazione che supporti la tecnologia JMX per monitorare le applicazioni Java e la virtual machine.
Risulta molto piu semplice monitorare e verificare le performance dell’applicazione Java permettendo di poter effettuare un tuning che corrisponde alle vere esigenze del sistema e scoprire anche inaspettati memory leak prima di entrare nella produzione del servizio.
Lo scorso anno ho avuto l’opportunità di analizzare diversi fs paralleli, avevo identificato come soluzione GlusterFS, progetto molto interessante open source ma seguito da un’innovativa azienda la Gluster Inc.
Sono piu che felice nel vedere che non ho fatto una analisi sbagliata, infatti da pochi mesi Red Hat ha scelto di puntare tutto in questo progetto comprando l’azienda Gluster.
L’obiettivo di Red Hat è quello di aggiungere già all’interessante offerta anche il supporto a un file system distribuito e parallelo.
Immaginamoci un’azienda con diversi server fisici usati per la virtualizzazione, per assurdo gli stessi server aggiungendo dei dischi ulteriori o sfruttandone gli esistenti possono diventare un sistema storage distribuito con possibilità di scalabilità e performance estensibili, si potrebbe perfino decidere di non usare più uno storage esterno. Ad ogni nodo di virtualizzazione che si aggiunge nel tempo si incrementa anche la dimensione il parallelismo e lo spare dello storage distributio.
Una tecnica che, se applicata con i metodi più appropiati, permetterebbe un risparmio notevole in spazio rack e di consumi di corrente, portando grossi benefici di performance e affidabilità .
Quante volte si è fatto un tar di backup e poi con un secondo step copiato su un host remoto?
Perchè non fare tutto in un singolo comando!?
tar zcvf - /mydata | ssh root@192.168.0.1 "cat > /backup/data.tar.gz"
Dopo aver visto la versione precedente di Ubuntu 11.10 e averne solo sentito parlare male ho voluto provare e sinceramente non mi trovo bene, il launcher obbligatorio a sinistra per i miei gusti va contro ogni usabilità e i bug sono molti.. l’unica cosa interessante è il search con la pressione del tasto “Win” ma per il resto preferisco di gran lunga un Gnome 3 Shell.. o un classico Gnome 2 un po ritoccato come in Linux Mint!
Non capisco le scelte di Canonical..
Sinceramente volevo provare il nuovo servizio cloud di aruba ma dopo una chiacchierata con lo staff commerciale che non sapeva dirmi che SLA minima garantivano mi sono velocemente ricreduto..
Ho provato a richiedere il vaucher ma lo “stile” che ha sempre caratterizzato aruba di tanti mini portali che non sanno passarsi l’autenticazione che richiedono continuamente user e password con dei layout alla front page,  bugs e vari mi hanno convinto che non è il momento di provarlo e che la qualità probabilmente non è quella che ci si aspetta dal cloud alla Amazon.. spero sia solo perchè il servizio non è ancora maturo.
Meglio se attendo la beta pubblica del cloud di HP!
Vmware da diversi anni utilizza un sistema contraddistinto di riutilizzo delle stesse aree di memoria e della condivisione di alcune aree di memoria tra piu sistemi operativi emulati.
Sono tecniche tutelate da brevetti ma che il mondo dell’open source vuole comunque implementare nei propri sistemi, ci sono già delle voci di possibili azioni da parte di Vmware ma non è quello di cui voglio parlare.
Kernel SamePage Merging, aka KSM (conosciuto prima come Kernel Shared Memory) è una tecnologia recentemente introdotta dal kernel 2.6.32
KSM kernel daemon, ksmd, periodicamente scansiona le aree della memoria in cerca di pagine identiche che possono essere riposizionate in una singola pagina protetta in scrittura, non tutta la memoria viene scansionata, l’area in questione deve essere specificata dal software (funziona quindi nell’userspace) attraverso l’utilizzo di funzioni specifiche (madvise)
Già ora per KVM (come non sempre è vero per Vmware) in alcuni test si parlano di situazioni del tipo “52 Windows Xp con 1GB di RAM emulati consumano 16GB di RAM“, presto spero di poter fare delle verifiche a riguardo.
KSM era stato sviluppato inizialmente per l’utilizzo con KVM, ma visto l’utilità di tale tecnologia ora è possibile usarla con ogni altro sistema di virutalizzazione in user space o anche in sistemi non virtualizzati, per esempio semplici applicazioni che utilizzano gli stessi processi o spazi di memoria che possono essere condivisi (piu Firefox aperti ad esempio) KSM daemon è controllato dal sysfs fs in /sys/kernel/mm/ksm/, la documentazione può essere trovata in Documentation/vm/ksm.txt del kernel
Per approfondire: http://www.kernel.org/doc/ols/2009/ols2009-pages-19-28.pdf
Si può affermare senza nessun dubbio che con la nuova RedHat 6 ufficialmente il mondo della virtualizzazione commerciale basata su Linux è realtà e può essere valutata come ottima e stabile alternativa a Vmware.
La possibilità di avere il supporto di RedHat usando la distribuzione mainstream come alternativa a Vpshere o di usare la distribuzione CentOs (alternativa ad ESXi o Citrix XenServer) permette all’utente finale di poter scegliere persino se dover spendere poco oppure assolutamente nulla, ma con una grossa differenza!
Avere il supporto a delle funzioni native come, migrazione live delle virtual machine guest senza nessun disservizio e la condivisione della memoria comune utilizzata da piu guest meglio conosciuta come KSM.
Inoltre se l’unico movente non è quello economico (errore che si fa spesso guardando verso l’open source) si può valutare la versione Enterprise Virtualization che da un grosso schiaffo a tutte le offerte Vsphere.
Provate a guardare solo la piccola demo di presentazione, credo valga la pena almeno una volta di provare queste nuove soluzioni e di valutare benefici e costi.
Ecco un bel esempio! Quali sono i pro e i contro dei servizi cloud?
Dipende! Di servizi ne esistono a centinaia, ci sono molti acronomi che definiscono tecnologie e modalità , SaaS, IaaS, PaaS.. in questo articolo non voglio di certo addentrarmi nelle definizioni ma in un semplice particolare con un esempio concreto.
Google si è accorta che il metodo di calcolo del pricing di GAE non era remunerativo e ha deciso di cambiare metodo e costi, certo lo puo fare, e lo puo fare qualsiasi altra azienda di servizi.
Utenti di GAE con questo cambio di rotta hanno riscontrato un aumento del 300% dei costi, c’è chi sostiene anche una percentuale superiore al 2000%…
Quindi molte aziende potrebbero semplicemente prendere e cambiare servizio, siamo o non siamo in un libero mercato?
Il problema è che se la tua applicazione deve essere sviluppata ad hoc per poter essere eseguita solo in quel sistema cade il diritto di poter cambiare fornitore senza dover prima spendere ancora altro tempo per riverificare il corretto funzionamento e compatibilità del prodotto per migrarlo da un’altra parte.
E’ il solito esempio generalizzato del mondo informatico dove esistono standard ma solitamente vengono poco usati, proprio per bloccare il cliente e “costringerlo” a restare.
Quindi che dire? I servizi cloud stanno portando un grosso cambiamento, ma state attenti, fate tutte le analisi del caso!
A volte capita di lavorare con Windows e i problemi che si affrontano sono simili a quelli di altri sistemi, anche se a volte invece si cade in contraddizioni legate al software chiuso.
Dovevo abilitare un servizio di FTP con il “passive mode”, la cosa logicamente si puo fare, ma quando si arriva a dover aprire le porte sul firewall non si puo impostare un range di porte!!!
Se qualcuno si vuole fare male come il sottoscritto che vorrebbe aprire 700 porte è dura inserire a mano 700 volte tutte le porte una ad una! Ma anche su Windows esiste lo scripting, ed ecco qui il comando per poter aprire un range di porte!
for /L %i in (9000,1,9600) do netsh firewall add portopening TCP %i "Port-range %i"
Se il tuo server non riesce più a soddisfare le troppe richieste concorrenti ed il tuo sito è importante per il tuo business (prenotazioni alberghiere, vendita online, pubblicità ) tutti gli investimenti fatti per il marketing online e lo sviluppo risultano sprecati!
Molto spesso si da colpa al server che non è all’altezza ma per la mia esperienza in verità nel 90% dei casi il problema vero viene da prima, nella fase della progettazione del software e del suo sviluppo.
In molti casi il cliente ha già investito molto (e spesso male) e non ci si può permettere di riscrivere l’applicazione da zero ne di ridisegnarla.
Cambiare server per prenderne uno più potente di solito è la soluzione che viene proposta ma se l’applicazione ha dei limiti funzionali questi si ripresenteranno comunque anche con server piu potenti.
Quindi che fare? L’obiettivo è quello di assicurare al cliente che il proprio sito venga visualizzato con dei tempi di risposta accettabili anche nei momenti di maggior traffico con la certezza su carta di definire il tempo massimo di risposta in base alle richieste.
Molti dicono che non si può definire, be non credeteci!
Queste necessita mi hanno permesso di lavorare in questo periodo ad un sistema che può garantire al cliente una garanzia e una flessibiltà tale che si puo aumentare o diminuire a seconda del carico i tempi di risposta delle pagine web valorizzando cosi tutti gli investimenti fatti senza dover riscrivere l’applicazione!
In questo screenshot si puo notare che il servizio è stato clonato e partizionato su 3 sistemi server piu economici rispetto ad una soluzione di un server nuovo ma più potente.
Il carico quindi verrà suddiviso in parti equivalenti e in questo caso 87 richieste simultanee non verranno più gestite da un singolo server ma da 3 server più economici, aumentando i server aumenteremo il fattore di parallelizzazione aumentando quindi la capacità di gestire piu richieste in concorrenza garantendo ad ogni visitatore una sessione trasparente e dedicata senza modifiche di nessun tipo al codice del servizio web.
Oggi è uscita la prima versione di http://elementaryos.org/ nome in codice Jupiter, non mi aspetto niente di eclatante ma mi aspetto dei grossi segnali che per ora anche su Ubuntu dopo anni non vedo.
Che ne pensate?
L’installazione è molto semplice e immediata è stato fatto veramente un ottimo lavoro, intelligente anche la scelta di installare il prodotto mentre si stanno inserendo i dati di setup cosi da velocizzare il tempo totale di attesa.
Sto provando la nuova candidate di Debian 6, le novita sono interessanti e confermano sempre di piu la vera qualità e unicita di questa distribuzione Linux

La novità più importante èl’introduzione al supporto di un nuovo kernel, si chiama kFreeBSD novità unica in tutte le distribuzioni presenti oggi, infatti non si dovrebbe piu definire Debian una distribuzione Linux ma una distribuzione di software libero GNU con Linux e FreeBSD kernel!
Da ieri Skype in europa e in altre aree del mondo non funziona, milioni di utenti stanno imprecando perchè il loro servizio di chat e fonia non funziona.
Credo che questo diventerà uno dei disservizi più noti del web, ora è giusto chiedersi, il mio businnes può fidarsi di questi servizi venduti come always-on gratuiti?

La reatà è che nei molti casi non si riesce a distinguere quali sono i servizi per il tempo libero e per il businnes.
Che tempi di ripristino ci sono nel caso di down di Skype? Che sicurezza ho nell’utilizzo dei miei dati? La mia privacy è sicura? Nel caso venissero violati dei server di Skype i miei dati sono sicuri? Sarò mai informato su cosa è successo nel caso di un disservizio o peggio ancora nel caso i miei dati privati venissero rubati?
Tutte queste domande valgono per tutti quei servizi gratuiti (e non), il primo che mi viene in mente puo essere ad esempio Dropbox!
Sto continuando lo sviluppo di una nuova applicazione per la domotica innovativo ed economico basato su Android.
Per ora posso solo anticipare un piccolo screenshot e a presto alcuni video e il sito web ufficiale!

Per il momento il software supporta la creazione di scenari e azioni, come accendere una luce o azionare un motore di una tenda o di una tapparella, ma molte altre idee sono in pentola!
Solitamente è comune pensare che è piu veloce il DNS del proprio provider piuttosto di un’altro servizio DNS perchè si presume che sia più direttamente connesso e performate.
Ma non sempre è vero e a volte una connessione di 50Mbit in fibra può diventare lenta solo per colpa di un DNS sbagliato.
Ecco qui un caso reale su una connessione Fastweb con DNS di Fastweb 213.140.2.12 su HDSL 8 Mbit\s
ed ecco la differenza usando il DNS pubblico di google 8.8.8.8
decisamente incredibile! E nella navigazione web piena di riferimenti su nomi a dominio la differenza si vede!
Questo è un semplice esempio di una consulenza proficua che investe nell’ottimizzare i sistemi e non nel vendere sempre prodotti diversi!
Ecco qui un piccolo grafico che spiega le basi di funzionamento di un filesystem distribuito e in questo caso anche con accesso parallelo attraverso lo striping dei dati in piu nodi.
Il client richiede il file al metadata server che ha lo scopo di tenere tutti i riferimenti dei file salvati nei vari nodi del cluster, una volta identificato dove il dato è presente (su uno o piu nodi) il client riceve le informazioni necessarie e procede a leggere il file accedendo al suo contenuto nel nodo o nei nodi specifici.
Ieri sera ho provato a portare il codice di test che ho sviluppato fuori dall’eumatore dell’SDK di android e praticamente FUNZIONA anche nel device hardware vero!
Ora non mi resta che implementare tutte le funzionalità che servono, creare una parte amministrativa per creare scenari e settare le varie schede di comando e poi via di test!
Elementary OS è un nuovo progetto in cerca di collaboratori con l’obiettivo di fare quello che finora decine di windows manager e programmi su Linux non sono ancora riusciti a fare.
Tristemente sembra che la soluzione sia uno stupido clone dell’interfaccia (e della maggior parte delle idee) di Os X, il risultato dei screenshot sembrano comunque molto interessanti.
Un’interfaccia pulita e sopratutto dei programmi con gli stessi tasi shortcut e menu simili sicuramente rendono l’esperienza desktop più usabile e finalmente qualcuno ha deciso di provarci!
Dopo aver utilizzato per anni Linux come sistema desktop, passando ad Os X ci si accorge subito che imparando dei tasti shortcut poi fai tutto, non te li devi reimparare ogni volta per ogni programma perchè il 99% del software è sviluppato secondo delle regole, evidentemente è difficile far capire a migliaia di sviluppatori su centinaia di progetti che si forkano tra di loro di standardizzare i loro risultati!
Speriamo che questo progetto cresca notevolemente e che nel tempo vivi di prorie idee al di fuori del mondo Apple, questa mania di copiare da Os X a Windows dei programmatori di Linux è molto triste, per non dire di quei temi che si trovano in giro per trasformare graficamente Gnome in Windows Xp o simili :)
http://www.elementary-project.com/