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	<title>Enrico Pesce &#187; Networking</title>
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	<description>soluzioni IT per le grandi aziende</description>
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		<title>Parallel NFS, pNFS</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 13:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da un po di settimane mi sto documentando su delle soluzioni scalabili, affidabili al guasto e a costi contenuti per un servizio di storage generico. Mi sono da subito concentrato su progetti che oltre a coprire i punti detti sopra aumentassero anche la velocitÃ  di I/O all&#8217;aumentare dei nodi, quindi anche paralleli! Su internet si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po di settimane mi sto documentando su delle soluzioni scalabili, affidabili al guasto e a costi contenuti per un servizio di storage generico.</p>
<p>Mi sono da subito concentrato su progetti che oltre a coprire i punti detti sopra aumentassero anche la velocitÃ  di I/O all&#8217;aumentare dei nodi, quindi anche paralleli!</p>
<p>Su internet si trovano molte soluzioni a volte molto compelsse, e da poco ho scoperto che esiste una nuova versione di NFS, la 4.1, che supporta anche questa funzionalitÃ  del I/O parallelo (pNFS).</p>
<p>IBM, come sempre <a href="http://www.ibm.com/developerworks/linux/library/l-pnfs/index.html?ca=dgr-lnxw9dNFS&amp;S_Tact=105AGX59&amp;S_CMP=GRsitelnxw9d" target="_blank">pubblica</a> nella sua technical library un ottimo punto di partenza.</p>
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		<title>Fibra, primi test</title>
		<link>http://www.enricopesce.it/networking/fibra-primi-test/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 14:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci! Finalmente, dopo mesi di verifiche, sopraluoghi e riunioni ecco il risultato di un duro lavoro!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci! Finalmente, dopo mesi di verifiche, sopraluoghi e riunioni ecco il risultato di un duro lavoro!</p>
<p><a href="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2010/07/865571943.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-535" title="865571943" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2010/07/865571943.png" alt="865571943" width="300" height="135" /></a></p>
<p><a href="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2010/07/19699058.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-537" title="19699058" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2010/07/19699058.png" alt="19699058" width="300" height="135" /></a></p>
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		<title>Adm collegato!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 08:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ed ora attendiamo una 100 Mbit in fibra!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2010/06/adm.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-531" title="adm" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2010/06/adm-300x225.jpg" alt="adm" width="300" height="225" /></a></p>
<p>ed ora attendiamo una 100 Mbit in fibra!</p>
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		<title>Firewall e Deep Inspection</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 21:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei ultimi anni ho sentito uscire dalla bocca di molte persone paroloni come &#8220;copper speed&#8221;, &#8220;deep inspection&#8221;, &#8220;pattern matching&#8221;, &#8220;intrusion detection and prevention&#8221; e cosi via.. Per non parlare dei confronti tra uno o altri podotti, che cercano in ogni modo di differenziarsi tra l&#8217;uno e l&#8217;altro proponendo le solite cose con nomi diversi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nei ultimi anni ho sentito uscire dalla bocca di molte persone paroloni come &#8220;copper speed&#8221;, &#8220;deep inspection&#8221;, &#8220;pattern matching&#8221;, &#8220;intrusion detection and prevention&#8221; e cosi via..</p>
<p style="text-align: left;">Per non parlare dei confronti tra uno o altri podotti, che cercano in ogni modo di differenziarsi tra l&#8217;uno e l&#8217;altro proponendo le solite cose con nomi diversi e con una confusione tale da far credere di avere sempre qualcosa di piu innovativo.</p>
<p style="text-align: left;">Parlare quindi di &#8220;deep inspection&#8221; per chi non vuole vendervi niente si intende semplicemente di un sistema che in tempo reale decodifica i pacchetti in transito con lo scopo di identificare anomalie secondo delle regole di confronto.</p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; importante capire questo semplice concetto perchè molti produttori vendono il proprio apparato come &#8220;copper speed&#8221;, avere un sistema di analisi IDS di certo non vuol dire leggere i dati a velocità rame.. (come si definisce la velocità del rame??)</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Sorvolando sulla polemica di come vengono vendute certe funzionalità, solitamente un firewall per fare il &#8220;deep inspection&#8221; deve avvalersi di una scheda di calcolo ulteriore perchè logicamente il firewall non è nato per fare IDS, quindi se non acquistato, o se comunque non sufficiente, potenzialmente si può ridurre le potenzialità e la stabilità del vostro apparato.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Tutti gli IDS inclusi nei firewall hanno un insieme di firme (essenziali per definire le anomalie) inferiore ai veri IDS software dedicati come uno dei più famosi: SNORT. Questo fa già capire quindi come l&#8217;aggiunta di queste funzionalià di IDS (ma anche di ANTI SPAM e ANTI VIRUS) siano semplicemente degli optionals per far rendere il proprio sistema Firewall commercialmente piu appetible e utile ai piu creduloni e\o inesperti.</span><span style="font-family: Arial;"> </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Un sistema Firewall\IDS &#8220;all in one&#8221; fa drasticamente diminuire la scalabilità dell&#8217;infrastruttura di rete. Immaginate di comprare una soluzione firewall con IDS e di voler sfruttare tale funzionalità aggiungendo molte regole di matching. Ci accorgeremo che piu regole inseriamo piu il carico di calcolo aumenta rubando risorse anche alla semplice funzione di firewalling.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Ha quindi senso investire su un firewall che probabilmente un giorno non potrà soddisfare le nostre esigenze di analisi IDS (o viceversa)? Sinceramente se implemento una soluzione IDS vorrei sfruttarla il piu possibile e vorrei che fosse scalabile. Preferirei un giorno sostiturie o il Firewall o l&#8217;IDS, ma non tutti e due.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Molto spesso le soluzioni piu complete e piu costose sono le meno produttive, ho molti esempi di soluzioni firewall vendute come &#8220;con questo sei apposto, fa tutto!&#8221;, alla fine va sempre a finire che metà delle funzioni non vengono abilitate perchè il prodotto non è in grado di gestirle tutte assieme!</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Quindi, se volete proteggere la vostra rete con dei sistemi di analisi anti intrusione lasciate perdere gli appliance che fanno tutto e passate a qualcosa di professionale. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Ad ogni apparato il suo compito!! Un router deve fare routing, un firewall, firewalling, un IDS da IDS! Sennò tutti pontenzilmente si dovrebbero chiamare con lo stesso nome! ;)</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;">Alla prossima con un bel articolo su SNORT!<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Arial;"> </span></p>
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		<title>Backblaze storage, una soluzione custom molto interessante</title>
		<link>http://www.enricopesce.it/open-source/backblaze-storage-una-soluzione-custom-molto-interessante/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 12:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>
		<category><![CDATA[Storage]]></category>

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		<description><![CDATA[Per fare dei backup si puï¿½ pure pensare di spendere il meno possibile senza interessarsi di sistemi rindondati o di costosissimi storage high performance, logico tutto gira attorno al budget, ma in questi anni di crisi credo che l&#8217;importante sia avere un sistema che assicuri la coerenza dei dati con un software di backup open [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per fare dei backup si puï¿½ pure pensare di spendere il meno possibile senza interessarsi di sistemi rindondati o di costosissimi storage high performance, logico tutto gira attorno al budget, ma in questi anni di crisi credo che l&#8217;importante sia avere un sistema che assicuri la coerenza dei dati con un software di backup open come Zamanda e un filesystem come ZFS o un sistema RAID professionale, per il resto, marchi e loghi famosi cadono in secondo piano!</p>
<p>Non ha senso a mio avviso investire su dischi costosissimi che comunque non creano perdita di dati in caso di guasto perchï¿½ comunque montati su sistemi RAID, il continuo progredire della tecnologia svaluta molto presto ogni cosa e comprare un disco da 500GB della EMC quando allo stesso costo ne puoi avere DUE da 1,5TB della Barracuda fa pensare.. (500GB contro 3TB!!)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="backblaze-cheap-cloud-server-storage2" src="../wp-content/uploads/2009/09/backblaze-cheap-cloud-server-storage2.jpg" alt="backblaze-cheap-cloud-server-storage2" width="560" height="188" /></p>
<p>Se l&#8217;integritï¿½ dei dati ï¿½ comunque assicurata perchï¿½ spendere il doppio se non a volte il triplo (o anche di piu!)?</p>
<p>A fagiolo cade l&#8217;esempio di <a href="https://www.backblaze.com/index.html" target="_blank">Backblaze</a>, offre un servizio di backup su internet e come storage server usa <a href="http://blog.backblaze.com/2009/09/01/petabytes-on-a-budget-how-to-build-cheap-cloud-storage/" target="_blank">un loro sistema</a> progettato da zero su un&#8217;enclosure da 4U che ospita ben 45 hard disk</p>
<p>Fa ricordare prodotti come una <a href="http://www.sun.com/servers/x64/x4540/" target="_blank">SUN X4540</a> stessa flessibilitï¿½ ma con costi superiori che toccano quasi 4 volte il costo di realizzazione del BACKBLAZE POD!</p>
<p>Peccato che un POD cosï¿½ non sia commercializzato, sarebbe bello trovare nel web almeno l&#8217;enclousure gia fatto per farsene uno homebrew!</p>
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		<title>Eliminare i messaggi LogOpenFails dal log di Clavister</title>
		<link>http://www.enricopesce.it/networking/eliminare-messaggi-logopenfails-dal-log-di-clavister/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 10:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[clavister]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante persone vorrebbero eliminare dal log del firewall Clavister i messaggi LogOpenFails che a poco servono? Ecco qui una serie di immagini passo passo per non visualizzare piu questo log. Ricordatevi di salvare la configurazione! ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante persone vorrebbero eliminare dal log del firewall Clavister i messaggi LogOpenFails che a poco servono?</p>
<p>Ecco qui una serie di immagini passo passo per non visualizzare piu questo log.</p>
<p>Ricordatevi di salvare la configurazione! ;)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-302" title="Menu" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/05/picture-1.png" alt="Menu" width="203" height="148" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-297" title="log and event" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/05/picture-8.png" alt="log and event" width="491" height="183" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-298" title="memory logger" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/05/picture-7.png" alt="memory logger" width="491" height="285" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-299" title="Log exceptions" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/05/picture-6.png" alt="Log exceptions" width="491" height="371" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-301" title="message exception detail" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/05/picture-5.png" alt="message exception detail" width="491" height="230" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>InControl beta</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 14:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[clavister]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente dopo mesi di silenzio Clavister AB comunica l&#8217;uscita della prima beta di InControl, la nuova interfaccia innovativa che prenderà il posto della precedente FineTune! La beta è aperta esclusivamente ai beta tester ufficiali di Clavister AB il rilascio è programmato per il 30 gennaio. Vi prometto al più presto dei screenshot e le prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente dopo mesi di silenzio <a href="http://www.clavister.com/">Clavister AB</a> comunica l&#8217;uscita della prima beta di InControl, la nuova interfaccia innovativa che prenderà il posto della precedente <a href="http://www.clavister.it/products/finetune.html">FineTune</a>!</p>
<p>La beta è aperta esclusivamente ai beta tester ufficiali di Clavister AB il rilascio è programmato per il 30 gennaio.</p>
<p>Vi prometto al più presto dei screenshot e le prime impressioni! ;)</p>
<p>Nel frattempo leggetevi il pdf del road show 2008  e attendiamo!</p>
<p>
<a href='http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/01/clavister_one_day_roadshow_2008.pdf'>clavister_one_day_roadshow_2008</a><br />
</p>
<p><a href='http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/01/picture-1.png'><img src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2009/01/picture-1-300x232.png" alt="" title="picture-1" width="300" height="232" class="alignnone size-medium wp-image-242" /></a></p>
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		<title>Bombing per liberare Wi-Max</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2007 09:06:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Vario]]></category>

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		<description><![CDATA[La buona notiziaIl 5 Dicembre 2006, il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Telecomunicazioni hanno raggiunto un primo accordo per liberare le frequenze necessarie al Wi-MAX (ora usate dai militari per i loro radar) e renderle disponibili alle applicazioni civili.Potete trovare tutte le informazioni del caso a queste URL: http://www.difesa.it/Sala+Stampa/co&#8230; http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1799182 http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832760 Ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="content"><strong>La buona notizia</strong>Il 5 Dicembre 2006, il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Telecomunicazioni hanno raggiunto un primo accordo per liberare le frequenze necessarie al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX">Wi-MAX</a> (ora usate dai militari per i loro radar) e renderle disponibili alle applicazioni civili.Potete trovare tutte le informazioni del caso a queste URL:</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.difesa.it/Sala+Stampa/comunicati-stampa-ministro-difesa-dettaglio.htm?DetailID=1578">http://www.difesa.it/Sala+Stampa/co&#8230;</a></p>
<p><a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1799182">http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1799182</a></p>
<p><a target="_blank" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832760">http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1832760</a></p>
<p>Ad una prima occhiata, sembrerebbe che il Wi-MAX sia alle porte. Quasi.</p>
<p><strong>La cattiva notizia</strong></p>
<p>Contemporaneamente alla notizia dell&#8217;accordo si è anche scoperto che esiste l&#8217;intenzione di assegnare le frequenze disponibili del Wi-MAX agli operatori commerciali interessati seguendo la stessa strada già seguita per l&#8217;assegnazione delle frequenze <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/UMTS">UMTS</a>: una bella asta pubblica.</p>
<p><strong>Un google bombing per far sentire la nostra voce</strong></p>
<p>A questo punto, molte associazioni, tra cui <a href="http://www.antidigitaldivide.org/">AntiDigitalDivide</a> ed il <a href="http://www.partito-pirata.it/">Partito Pirata</a>, si sono messe in allarme. Alla fine, per far sentire la nostra voce, abbiamo deciso di organizzare un Google Bombing.</p>
<p>Potete trovare qualche approfondimento a queste URL:</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1837781">http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1837781</a></p>
<p><a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=5306&#038;numero=999">http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=5306&#038;numero=999</a></p>
<p><strong>Perchè le aste non sono una buona idea</strong></p>
<p>Il motivo per cui le aste pubbliche per le assegnazione delle frequenze sono diventate evidenti a tutti dopo l&#8217;episodio dell&#8217;UMTS: l&#8217;alto costo delle licenze è ricaduto sugli utenti ed ha trasformato una tecnologia tutto sommato a basso costo (niente cavi, niente scavi, etc.) in un costoso gicattolo per ricchi. In quella occasione si è persa l&#8217;occasione di liberarsi del monopolio Telecom sulla rete fisica e di dare vita ad una ricca comunità di piccoli e medi WISP (Wireless Internet service Provider) che avrebbe avuto effetti molto positivi sulla concorrenza e sui prezzi.</p>
<p>Di fatto, l&#8217;assegnazione delle frequenze con il meccanismo delle aste rafforza il potere del più forte e consolida gli oligopoli esistenti, escludendo dal mercato gli operatori più piccoli e più nuovi.</p>
<p><strong>Un meccanismo alternativo di assegnazione delle frequenze</strong></p>
<p>Dopo questa triste esperienza è diventato chiaro che occorre un meccanismo di assegnazione delle frequenze diverso da quello delle aste, un meccanismo che non sia di tipo economico.</p>
<p>Si possono ipotizzare molti meccanismo di questo tipo, dal sorteggio alla condivisione delle frequenze tra più operatori, alla creazione di una fondazione pubblica che si occupi delle infrastrutture e le noleggi a prezzi politici agli operatori. Quello che conta è che sia un meccanismo aperto a tutti.</p>
<p><strong>Il rischio rappresentato dal precedente UMTS</strong></p>
<p>Ovviamente, se ora il nostro governo decidesse di assegnare le frequenze Wi-MAX con un meccanismo diverso da quello delle aste, le aziende che a suo tempo hanno acquistato le licenze UMTS a suon di miliardi si troverebbero a doversi confrontare sul mercato con una miriade di nuovi operatori che hanno ottenuto le licenze Wi-MAX quasi gratis e che sono tecnicamente in grado di offrire alla clientela dei servizi quasi identici a quelli dell&#8217;UMTS. La resistenza di queste aziende sarà sicuramente molto elevata.</p>
<p>Tuttavia, è proprio questo che deve succedere: le grandi aziende hanno avuto la loro occasione con l&#8217;UMTS (diversi anni di vantaggio) ed ora devono cedere il passo a tecnologie ed a operatori più adatti alla realtà del mercato ed alle esigenze del paese.</p>
<p><strong>Perchè un Google Bombing</strong></p>
<p>Ovviamente, come utenti non abbiamo nessuna voce in capitolo. Queste scelte vengono prese sopra la nostra testa. Non ci resta che rassegnarsi e mettere ancora una volta mano al portafogli.</p>
<p>La nostra unica speranza è quella di far sapere ai nostri rappresentanti politici, ai loro consulenti ed ai giornalisti che sappiamo quelli che sta succedendo, che non siamo d&#8217;accordo e che alle prossime elezioni chi appoggia questo insano meccansimo di assegnazione dovrà fare i conti con il nostro risentimento.</p>
<p>Per ottenere questo risultato abbiamo deciso di mettere in atto una azione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Googlebombing">Google Bombing</a>.</p>
<p>Come noto, <a href="http://www.google.com/">Google</a> elenca i siti web in base alla loro popolarità. Quanto più un sito viene citato da altri siti, tanto più in alto viene elencato da Google. Il Google Bombing consiste nel rendere deliberatamente molto popolare un sito web (od una singola pagina) creando molti altri siti web ed inserendo in ognuno di essi un articolo ed un link che faccia riferimento al sito, od alla pagina, che si vuole rendere popolare.</p>
<p>Si tratta di una tecnica del tutto legittima, del tutto corretta, ben conosciuta e di successo quasi garantito se si dispone di una comunità abbastanza ampia.</p>
<p>La nostra speranza è quella di riuscire a fare in modo che nei prossimi mesi chiunque usi Google per cercare il termine Wi-MAX finisca per inciampare in una pagina che contiene le nostre lamentele e le nostre osservazioni al riguardo. Più esattamente, la nostra speranza è che inciampino in questa pagina i consulenti dei nostri uomini politici ed i giornalisti. Questo ci permetterebbe di alzare di molto il livello il livello di &#8220;awarness&#8221; attorno a questo problema e di far arrivare ai nostri politici un chiaro messaggio riguardo alle nostre opinioni.</p>
<p><strong>Come si fa un Google Bombing</strong></p>
<p>Fare un Google Bombing è piuttosto semplice:</p>
<ol>
<li>Si crea un sito web con la pagina 	che si vuole evidenziare. Nel nostro caso la trovate a questo 	indirizzo: <a href="http://www.partito-pirata.it/?q=node/49">http://www.partito-pirata.it/?q=node/49</a></li>
<li>Si creano numerosi siti web 	esterni, ad esempio usando i servizi di Blogging gratuito come 	<a href="http://www.wordpress.com/">www.wordpress.com</a> , 	<a href="http://www.blogger.com/">www.blogger.com</a> o 	<a href="http://www.splinder.com/">www.splinder.com</a> . 	Ovviamente, si possono usare anche i siti pre-esistenti.</li>
<li>Su ognuno di questi siti si 	pubblica un articolo come quello che state leggendo (lo potete 	copiare pari-pari: è sotto licenza libera <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gfdl">GFDL</a>). 	All&#8217;interno dell&#8217;articolo si posizionano uno o più (massimo 2 	o 3) link come uno dei seguenti.</li>
</ol>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm"><strong><a href="http://www.partito-pirata.it/?q=node/49"><strong>http://www.partito-pirata.it/?q=node/49</strong></a><strong>&#8220;>Wi-MAX</strong></strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm">
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm"><strong><strong><a href="http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html"><strong>http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html</strong></a><strong>&#8220;>Wi-MAX</strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong>(Il primo link mostra il sito del Partito Pirata con la pagina in questione. Il secondo link mostra solo la pagina &#8220;nuda&#8221;).</strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong>Il risultato</strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong>Sulla vostra pagina web, il risultato visibile all&#8217;utente sarà un link come uno dei due seguenti.</strong></strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm"><strong><strong><a href="http://www.partito-pirata.it/?q=node/49">Wi-MAX</a> (Link al sito del Partito Pirata)</strong></strong></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm"><strong><strong><a href="http://www.partito-pirata.it/liberate_il_WIMAX.html">Wi-MAX</a> (Link alla pagina &#8220;nuda&#8221;)</strong></strong></p>
<p><strong><strong>Tra qualche settimana, se riusciremo a raccogliere abbastanza consensi, cercando &#8220;Wi-MAX&#8221; su Google, la pagina in questione dovrebbe apparire tra le prime dieci dell&#8217;elenco. Dovrebbe essere quasi impossibile non vederla e non leggerla.</strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong>Come contattarci</strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong>Per qualunque necessità, ci potete contattare sulla mailing List del Partito Pirata (<a href="http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php">http://www.piratpartiet.it/iscrizione.php</a>) o potete contatatre l&#8217;autore di queste note a questo indirizzo: <a href="mailto:alessandro.bottoni@infinito.it">alessandro.bottoni@infinito.it</a> .</strong></strong></p>
<p><strong><strong><strong>Licenza</strong></strong></strong></p>
<p><strong><strong>Questa pagina è disponibile sotto licenza GFDL. Può essere copiata e riutilizzata sul vostro sito per creare il link necessario per il Google Bombing. Non occorre fare nessuna modifica.</strong></strong></p>
<p><em>Fonte: http://www.oceanidigitali.it/drupal/google_bombing_4_wimax_IT </em></div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Jabber server</title>
		<link>http://www.enricopesce.it/open-source/jabber-server/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 14:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi potete trovarmi e contattarmi via chat attraverso un server jabber. Jabber è un protocollo opensource basato su xml implementato su molti progetti e piattaforme, ben definito di facile utilizzo ed espansione. A discapito di molti server a pagamento con protocolli proprietari, google ad esempio implementa Jabber nel suo sistema mail/messaggistica gmail, questa decisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi potete trovarmi e contattarmi via chat attraverso un server jabber.</p>
<p>Jabber è un protocollo opensource basato su xml implementato su molti progetti e piattaforme, ben definito di facile utilizzo ed espansione.</p>
<p>A discapito di molti server a pagamento con protocolli proprietari, google ad esempio implementa Jabber nel suo sistema mail/messaggistica gmail, questa decisione di certo non è campata in aria e dimostra l&#8217;elevta flessibilità e potenzialtià di tale protocollo.</p>
<p>Nei sistemi unix like esistono vari server open source, alcuni sono anche disponibili per Windows e Osx, esistono anche versioni compilate per Sun Solaris ed IBM Aix ad esempio.</p>
<p>Il mio server non ha le pretese di superare qualità di servizio come Google ma quelle di offrire un contatto in real time con le stesse potenzialità di servizi enterprice!!</p>
<p>Per contattarmi non dovrete altro che usare un client jabber e impostarlo su</p>
<p><strong>Server: sapone.no-ip.info</strong></p>
<p><strong>User : enrico@sapone.no-ip.info </strong>oppure <strong>enrico</strong></p>
<p>ottimo il client in php/ajax <a target="_blank" href="http://jwchat.org/">JWCHAT</a>, funziona a lato server senza dover installare nulla!</p>
<p>Link utili:</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.jabber.org/">Sito ufficiale Jabber</a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.jabber.org/software/servers.shtml">Servers jabber disponibili</a></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.jabber.org/software/clients.shtml">Clients jabber disponibili</a></p>
<p><img src="http://www.jabber.org/images/jsf-banner.png" /></p>
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		<title>Bonding, seconda parte</title>
		<link>http://www.enricopesce.it/open-source/bonding-seconda-parte/</link>
		<comments>http://www.enricopesce.it/open-source/bonding-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 15:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia avventura è cominciata qualche mese fa con la partecipazione ad un lan party, lo scopo era quello di poter creare un server di condivisone dati che non limitasse la connessione di rete al primo fortunato che si collega (..e tutti gli altri in coda..) Infatti solitamente chi si collega per primo ha un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia avventura è cominciata qualche mese fa con la partecipazione ad un lan party, lo scopo era quello di poter creare un server di condivisone dati che non limitasse la connessione di rete al primo fortunato che si collega (..e tutti gli altri in coda..)</p>
<p>Infatti solitamente chi si collega per primo ha un minimo di speranza di ottenere un servizio ad una velocità discreta fino a raggiungere una congestione totale a seconda della quantità dei collegamenti.</p>
<p>ll bonding fà proprio al caso nostro!!</p>
<p>Il mio server ha un bus da 66Mhz a 32Bit la banda massima che il bus può raggiungere è di 2133.33 Mbit/s</p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Courier">00:01.0 PCI bridge: Intel Corporation 440BX/ZX/DX &#8211; 82443BX/ZX/DX AGP bridge (rev 03) (prog-if 00 [Normal decode])<br />
Flags: bus master, 66MHz, medium devsel, latency 64<br />
Bus: primary=00, secondary=01, subordinate=01, sec-latency=32<br />
Memory behind bridge: d4000000-d7ffffff<br />
Prefetchable memory behind bridge: d8000000-d9ffffff</span></p>
<p>Per la nostra configurazione abbiamo usato 3 schede di rete ethernet Intel Pro 100, il bus pci è sovra dimensionato e non avremo problemi di colli di bottiglia (300 mbit massimi) Ho preferito usare delle schede con stesso chipset,  e con il supporto completo e stabile  dei loro driver. Per queste schede di rete esistono due tipi di  moduli del kernel,  una versione  ufficiale dell&#8217;Intel e una opensource scritta da volontari.</p>
<p>Io ho utilizzato la versione ufficiale di Intel (modulo chiamato e100).</p>
<p>I dettagli delle schede è:</p>
<p><span style="font-size: 10pt; font-family: Courier">00:12.0 Ethernet controller: Intel Corporation 82557/8/9 [Ethernet Pro 100] (rev 08)<br />
Subsystem: Intel Corporation EtherExpress PRO/100+ Management Adapter<br />
Flags: bus master, medium devsel, latency 32, IRQ 12<br />
Memory at db221000 (32-bit, non-prefetchable) [size=4K]<br />
I/O ports at e000 [size=64]<br />
Memory at db100000 (32-bit, non-prefetchable) [size=1M]<br />
[virtual] Expansion ROM at 20100000 [disabled] [size=1M]<br />
Capabilities: [dc] Power Management version 2</span></p>
<p>Il driver come già detto è un modulo del kernel, se non è gia compilato dovremmo scaricarci i sorgenti del kernel e compilarlo, o in alcune distribuzioni scaricare i moduli già compilati.</p>
<p>Nel caso della compilazione dobbiamo andare nella root dei sorgenti del kernel (opportunamente scaricato e scompattato) e digitare</p>
<p>popopo ~ # make menuconfig</p>
<p>apparirà la schermata di configurazione del kernel dove potremmo scegliere cosa integrare nel cuore del nostro sistema. I modulo bonding va abilitato come da figura e non ha dipendenze.</p>
<p><a class="imagelink" title="bonding.JPG" href="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2006/09/bonding.JPG"><img id="image56" alt="bonding.JPG" src="http://www.enricopesce.it/wp-content/uploads/2006/09/bonding.thumbnail.JPG" /></a></p>
<p>Confermata la configurazione si compila:</p>
<p>popopo ~ # make modules &#038;&#038; make modules_install</p>
<p>e il modulo è pronto per essere caricato! La compilazione logicamente necessita del compilatore e i sorgenti dello stesso kernel usato.</p>
<p>Il modulo può essere caricato &#8220;a mano&#8221; da riga di comando o da script, ogni distribuzione linux ha i suoi file e il suo stile di funzionamento. Per praticità seguiamo il metodo riga di comando essendo uguale per tutte le distribuzioni.</p>
<p>Il modulo viene caricato attraverso modprobe:</p>
<p>popopo ~ # modprobe bonding mode=6</p>
<p>dopo aver verificato il caricamento del modulo con lsmod dovremmo assegnare quali schede di rete vogliamo aggregare nel gruppo, attraverso l&#8217;utility ifenslave (da installare se non presente nella distribuzione)</p>
<p>popopo ~ # ifenslave bond0 eth0 eth1 eth2 eth3</p>
<p>per verificare che l&#8217;effettiva configurazione sia andata a buon fine visualizziamo il file informativo del driver di bonding</p>
<p>popopo ~ # cat /proc/net/bonding/bond0<br />
Ethernet Channel Bonding Driver: v3.0.1 (January 9, 2006)</p>
<p>Bonding Mode: adaptive load balancing<br />
Primary Slave: None<br />
Currently Active Slave: eth0<br />
MII Status: up<br />
MII Polling Interval (ms): 100<br />
Up Delay (ms): 0<br />
Down Delay (ms): 0</p>
<p>Slave Interface: eth0<br />
MII Status: up<br />
Link Failure Count: 6<br />
Permanent HW addr: 00:02:b3:8c:a7:46</p>
<p>Slave Interface: eth1<br />
MII Status: up<br />
Link Failure Count: 6<br />
Permanent HW addr: 00:02:b3:16:2c:f0</p>
<p>Slave Interface: eth2<br />
MII Status: down<br />
Link Failure Count: 2<br />
Permanent HW addr: 00:02:b3:21:c2:24</p>
<p>Slave Interface: eth3<br />
MII Status: up<br />
Link Failure Count: 6<br />
Permanent HW addr: 00:02:b3:41:53:d7<br />
Se tutto corrisponde la configurazione è andata a buon fine, questo vuol dire che i driver delle schede di rete supportano appieno le loro caratteristiche e il bonding può funzionare.</p>
<p>Ci manca soltanto di configurare il livello TCP/IP. Le schede facenti parte del bond non saranno mai configurare con indirizzi IP perchè sarà il driver che le gestirà, l&#8217;unica interfaccia che andremo a configurare sara quella di bond, la bond0</p>
<p>popopo ~ # ifconfig bond0 10.0.0.254</p>
<p>se dobbiamo accedere a una rete esterna comunque configurermo il default gateway sempre sulla interfaccia bond0</p>
<p>route add default gw 10.0.0.2 bond0</p>
<p><span style="font-family: Courier"> </span>Il driver bonding permette di gestire le nostre schede di rete in 6 modalità diverse che variano secondo le esigenze e delle apparecchiature di rete, ma questo lo vedremo di seguito, già con questi comandi abbiamo già un sistema configurato a livello sei, modalità di load-balancing adattativo in entrambe le direzioni.</p>
<p>Alla prossima ed ultima puntata!!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p style="margin-bottom: 0cm">
]]></content:encoded>
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