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CentOs\RedHat virtualization, conclusioni.
Dopo un mese di test e verifiche le conclusioni non sono molto positive.
Come prima cosa sconsiglio a tutti di utilizzare il filesystem gfs2 è ancora instabile e non funziona bene sopratutto quando i carichi cominciano ad essere maggiori.
Parlando invece di virtualizzazione, la soluzione di Red Hat non è ancora pronta a mio avviso per la produzione di macchine virtuali per l’esercizio, sopratutto per quelle Windows.
Ci sono poche notizie riguardo la fornitura da parte di Red Hat dei corretti driver paravirtualize (PV), sembra sia prevista ma non c’è una data ben definita.
Senza driver PV le macchine virtuali Windows sono eseguite nella modalità "full virtualized" con scarse performance e con una stabilità scarsa. Infatti molte volte delle macchine virtuali Windows si sono "riavviate" senza un intervento umano.
L’inverso invece succede per le macchine ospite Linux, ho testato una distribuzione CentOs paravirtualized e ha funzionato benissimo per tutto il mese, molto stabile e ottime performance.
Le funzionalità di Live migration funziona molto bene anche con guest Windows senza i driver PV, ma qualche altra limitiazione nell’integrazione della cluster suite di RH con Xen a volte rende l’esecuzione delle VM instabile, in poche parole a volte le VM non vengno riavviate dopo un loro crash o i nodi del cluster decidono di migrare l’ospite su un nodo senza un nostro preciso comando.
Nel frattempo in questi giorni ho valutato una soluzione Citrix XenServer Enterprise su due nodi e ho notato delle strane differenze e limitazioni che Citrix ha imposto alla loro versione di Xen, la stabilità però esiste e la gestione dei nodi è ottima e molto semplice.
In conclusione Red Hat Virtualization non è ancora una realtà stabile, se non per virtualizzare dei sistemi Linux spendendo molto poco o praticamente nullla utilizzando CentOs.
Probabilmente con i nuovi fix di Red Hat e con la produzione dei driver PV Citrix e Vmware avranno sicuramente dei ottimi avversari, ma per il momento, almeno per il mio caso e il mio budget Citrix XenServer è l’unica soluzione professionale e affidabile oggi disponibile nel mercato.
CentOs 5.2 Xen live migration working!!
Mi sembra quasi impossibile ma funziona!
Ho creato un cluster di due nodi Xen 3 con rilocazione delle macchine virtuali a caldo senza nessuna perdita di calcolo di connessione o riavvio.
in questo modo se devo fare manutenzione ad un server posso migrare le virtual machine senza recare nessun tipo di disservizio e potenzialmente posso espandere i nodi pratecipanti del cluster nel tempo!
Citrix XenServer o CentOs 5?
XenServer è esclusivamente un virtiualizzatore Xen con una GUI proprietaria, di persè XenServer non è una soluzione di alta affidabilita da paragonare ad una soluzione di cluster HA (Red Hat cluster suite o IBM HACMP ad esempio), però grazie alla tecnologia live migration, gia conosciuta nei sistemi VMware, si può semplicemente creare un sistema di ripristino quasi immediato e di load balancing delle macchine virtuali (sottolineo solo delle macchine virtuali) qualcosa di simile a Mosix ma a livello di virtual machine.
I costi della versione commerciale di XenServer con l’acquisto della società da parte di Citrix sono variati nei mesi fino ad allienarsi alla versione più completa di Esx di Vmware. Per sapere i prezzi vi invito a fare dei confronti nei due corrispetivi siti aziendali.
Se valutiamo una soluzione non commerciale è possibile sfurttare le caratteristiche di Red Hat attraverso la distribuzione CentOS, che non è altro che Red Hat sbrandizzata, quindi identico sistema ma senza loghi o riferimenti commericali all’azienda del cappello rosso, in questo caso possiamo anche sfruttare la RedHat Cluster Suite o comunque tutti i pacchetti in più che possiamo avere con la distribuzione CentOs.
L’installazione del DOM (la macchina che osptia le VM) con Xen di Cirtix è semplicissimo, si inserisce un DVD nel nostro server e si fa altro che attendere, mentre la creazione delle VM lo è ancora di piu con il XenCenter (GUI per Windows) dove si può gestire tutto in modo centralizzato.
Se scegliamo di usare Centos installando i pacchetti di virtualizzazione, avremmo un sistema abbastanza semplice gestibile attraverso molteplici interfaccie sia grafiche che da riga di comando, la piu semplice è virt-manager . Esiste un tools non ufficiale ConVirt molto piu completo ma non molto maturo.
Scegliendo CentOs non avremmo sicuramente un sistema pronto, facile e automatico, tutto dipende da cosa si vuol fare, l’uso di una semplice macchina di DOM senza l’utilizzo di live migration è praticamente immediato, bastano poche ore per capire il tutto.
Personalmente preferisco la soluzione di RedHat\CentOs, ho più flessibilià, posso usare i pacchetti di RedHat, quindi posso anche utilizzare Xen a livello di RedHat Cluster Suite e mi sento più libero di fare le mie scelte senza spendere un centesimo in licenze.
in questi giorni sto preparando due server CentOs 5.2 e testando il Live Migration, ritornerò molto presto a farvi sapere come è andata!